Dr. Giorgio Biseo    Odontoiatra Ortodontista
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News odontoiatriche

 

Da peperoncino anestetico che protegge da dolore senza addormentare

Roma, 4 ott. (Adnkronos Salute) - Il peperoncino potrebbe presto arrivare in sala del temuto dentista. Gli studiosi del Massachussetts General Hospital e della Harvard Medical School di Boston hanno infatti messo a punto un anestetico, nato anche dalla molecola 'piccante' del peperoncino, che blocca l'attività dei neuroni deputati alla percezione del dolore, senza tuttavia influire sulle cellule nervose sensoriali o motorie. In altre parole, il farmaco promette di non interferire con la funzionalità della parte anestetizzata, ovvero con la sensibilità o i movimenti, ma di mettere semplicemente a tacere il dolore. La parte interessata dunque non si addormenta, come avviene per la maggior parte delle anestesie locali, ma ciononostante resta immune dal male. Il nuovo ritrovato, per ora sperimentato solo sui topi, nasce dalla combinazione di due farmaci: un derivato inattivo di un comune anestetico, la lidocaina, unita alla capsaicina, la molecola estratta appunto dal peperoncino. La scoperta - che verrà pubblicata domani su Nature - potrebbe rivoluzionare il mondo dell'anestesia, ma anche rivelarsi un alleato prezioso per combattere il dolore cronico. Secondo i ricercatori, che pensano già a una prossima sperimentazione sull'uomo, questo nuovo ritrovato potrebbe rivelarsi prezioso soprattutto nelle anestesie locali per parti o per estrazioni dentali, ovvero in tutti quei casi in cui è opportuno preservare la funzionalità motoria.

 

Studio francese, denti puliti per un cuore in salute

Vienna, 4 set. (Adnkronos Salute) - Denti sani uguale cuore sano. Quello che ai più potrebbe sembrare un paradosso è in realtà una verità scientifica da anni allo studio degli esperti di tutto il mondo. Ora un team di ricercatori francesi dei Centres Hospitalo-Universitaires (C.H.U.) Nord di Marsiglia offre la conferma di quanto si sospettava da tempo: la periodontite, una malattia che colpisce denti e gengive infiammandoli e infettandoli, puo' essere considerata una 'spia' di problemi al cuore, in particolare di patologie all'arteria coronaria.La ricerca - presentata al congresso della Società europea di cardiologia (Esc) in corso a Vienna - è stata portata avanti da cardiologi e dentisti francesi su 131 pazienti con problemi alle coronarie (85) e senza alcun disturbo (46). Tutti i partecipanti si sono sottoposti a esami del cavo orale per determinare la presenza di periodontite. Dalle osservazioni degli esperti è emerso che i pazienti con malattie alle coronarie presentano problemi dentali più gravi rispetto agli altri individui: la forma più pesante di infezione a denti e gengive è risultata dunque correlata con la forma più grave di patologie cardiovascolare. ''La causa di tutto questo - ha spiegato Nicolas Amabile, a capo dello studio - può risiedere nel fatto che la periodontite favorisce l'infiammazione di tutto il flusso sanguigno, mettendo in pericolo anche il cuore e le arterie. Già alcuni esperti avevano dimostrato la correlazione delle due malattie, ma noi siamo i primi ad aver portato alla luce il legame fra la severità delle condizioni''. Sono comunque necessari altri studi per capire se, per aiutare il cuore, è sufficiente curare i denti.

 

Staminali, primo dente in provetta: incisivo impiantato su un topo

TOKYO - Importante passo avanti nello studio sull'uso delle cellule staminali. Un dente 'nuovo' di topo, un incisivo, è stato ottenuto da queste 'cellule primitive non specializzate'. Poi è stato impiantato nella bocca di un roditore ed è risultato perfettamente uguale a quelli normalmente cresciuti nell'animale. Il dente è stato realizzato in provetta con un procedimento di coltura in tre dimensioni, a partire da due soli tipi di cellule staminali, una cellula mesenchimale e una epiteliale, prese dalla gemma dentale di un dente incisivo in embrioni di topolino. Il dente bio-ingegnerizzato in provetta ha correttamente terminato il suo sviluppo nella bocca del topolino e, una volta cresciuto, si è mostrato in tutto identico a quelli naturalmente nati. Per il momento ci sono ancora degli ostacoli che ci separano dall'applicabilità di questa tecnica di bioingegneria all'uomo, ha ammesso lo scienziato giapponese, il dottor Takashi Tsuji dell'Università di Tokyo.

Gengive a rischio infarto

Tra non molto forse per leggere nel futuro delle nostre arterie sarà sufficiente fare un bel sorriso dal dentista. Uno studio recentemente pubblicato su Circulation ha infatti documentato l'esistenza di una correlazione tra la presenza di quattro tipi di batteri (Actinobacillus actinomycetemcomitans, Porphyromonas gingivalis, Tannerella forsythia e Treponema denticola) che si annidano nelle tasche gengivali e lo spessore delle arterie carotidi, un importante predittore di ictus e infarto. Per la prima volta viene così dimostrata una associazione diretta tra malattie cardiovascolari e parodontopatie; lo studio, condotto su 657 persone, sembra tuttavia suggerire il ruolo dell'infezione determinata da questi specifici batteri nella comparsa di lesioni aterosclerotiche a livello carotideo. Per esplorare a fondo questa ipotesi, il National Institute of Dental and Craniofacial Research ha varato il progetto Oral infections and Vascular Disease Epidemiology Study che moniterà la salute orale e cardiovascolare di un ampio gruppo di persone residenti a Manhattan.

Le otturazioni in amalgama sono state scagionate definitivamente

Un gruppo di esperti statunitensi esponenti della National Institutes of Health ai Centers for Disease Control, hanno valutato una mole enorme di segnalazioni e studi sull'argomento, selezionando alla fine 300 studi.
Nessuno studio è riuscito a documentare un rapporto tra il mercurio dell'amalgama e due malattie  neurodegenerative: il morbo di Parkinson e la demenza di Alzheimer.
Effettivamente il mercurio è un metallo tossico, capace di superare le barriere fisiologiche e di accumularsi nel sistema nervoso e nel latte materno. Ma un conto è il metil-mercurio rintracciato nelle carni di pesci dei mari del Nord, e un altro è il mercurio presente nelle otturazioni.
Insomma l'amalgama è un composto stabile che non rilascia mercurio in quantità pericolose. In base ai dati ricavati sperimentalmente, una persona dovrebbe avere in bocca 300 otturazioni per accusare tossicità.

Pediatri, sì al fluoro per prevenire le carie

I pediatri italiani considerano il fluoro importante per la salute dei denti nei bambini. E sette su dieci ritengono necessaria un'integrazione di fluoro, almeno in Paesi come l'Italia in cui manca un programma di fluorizzazione dell'acqua potabile o altre sostanze (in Svizzera viene aggiunto fluoro al latte e al sale da cucina). Questi i principali risultati dell'indagine su 'Pediatri e fluoroprofilassi', presentata al congresso della Societa' italiana di pediatria.  L'indagine e' stata realizzata sulla base di un questionario, messo a punto dalla Sip e distribuito ai pediatri in tutta Italia, a cui hanno risposto oltre 400 camici bianchi. Secondo l'indagine, il 69% dei pediatri condivide l'obiettivo di prevenzione dell'Organizzazione Mondiale della Sanita': entro il 2010 il 90% dei bambini tra i 5 e i 6 anni senza carie. ''Solo il 23% dei pediatri - spiega la Spi - e' conscio dell'importanza di cominciare una corretta assunzione di fluoro alla nascita: quindi e' auspicabile su questo tema una sempre piu' diffusa sintonia di intervento tra i medici''. Il 77.5% dei pediatri promuove comunque la prevenzione della carie dentaria attraverso l'utilizzo giornaliero del fluoro, che, da un lato aiuta a crescere denti robusti e sani, dall'altro riduce la produzione di acidi da parte della placca batterica, contrastando l'insorgere della carie. Sono positive le valutazioni espresse rispetto alla diffusione della fluoroprofilassi: l'86% dei pediatri non ha mai riscontrato problemi legati all'assunzione di fluoro (casi di fluorosi sono stati osservati dal 6% degli intervistati). 

 

 

Aloe Vera contro le piccole lesioni della bocca
 
Molte persone (si calcola circa il 20% degli adulti ed il 37% di bambini e adolescenti) soffrono di afte o stomatiti ricorrenti. Queste fastidiose lesioni della mucosa orale sono localizzate generalmente agli angoli e all'interno delle labbra e delle guance, sulla superficie superiore e inferiore della lingua e sul palato. Spesso possono essere provocate da uno squilibrio momentaneo del sistema immunitario favorito da situazioni di stress, di forte affaticamento,  da una malattia oppure sono dovuti all'uso di apparecchi ortodontici e dentiere. Il loro diametro varia da pochi millimetri a due,tre centimetri e si riconoscono per la caratteristica forma arrotondata che assomiglia a un piccolo cratere. Si tratta di lesioni piccole, ma molto dolorose,  tanto da limitare, talvolta e specialmente nei bambini, la possibilità di mangiare. Recentemente è stato introdotto un prodotto specifico per la terapia delle afte buccali a base di Aloe Vera, pianta a cui sono state riconosciute fin dall'antichità proprietà curative. Una volta applicata sulla lesione favorisce i processi di cicatrizzazione, non brucia ed è innocuo se ingerito inavvertitamente. Allevia il dolore e il bruciore rendendo meno fastidiosi la deglutizione e il parlare perché a contatto con l'afta si forma una barriera protettiva che isola la ferita ed evita il doloroso contatto con la saliva, lingua, liquidi e cibi; inoltre mantiene le condizioni ideali di pH e umidità fisiologiche. Si presenta in tre diverse formulazioni: in gel per l'applicazione diretta sulla lesione tre o quattro volte al giorno, in collutorio adatto soprattutto a coloro che soffrono di afte molto diffuse in tutta la bocca ed in dischetti bioaderenti adatti per lesioni particolarmente estese.

 

Rigenerazione dentale tramite cellule staminali

Nel prossimo futuro potrebbe essere possibile ricreare i denti nelle zone dove questi sono stati estratti per carie o malattia parodontale; è quanto si stà sperimentando al Dental Institute of King's College di Londra, per ora su cavie da laboratorio. I denti estratti o caduti, afferma il prof.Paul Sharpe, specialista in odontoiatria rigenerativa al King's College, possono essere rimpiazzati facendo crescere nella bocca del paziente dei nuovi denti. La tecnica prevede di iniettare al di sotto delle gengive, nel punto dove manca il dente, un isolotto di cellule estratte dal paziente medesimo, e dopo alcuni mesi rispunterà un nuovo dente come avviene naturalmente durante la permuta dentale.
Il metodo, spiega il prof.Sharpe,è relativamente semplice. I medici estraggono dal paziente delle cellule staminali totipotenti (cioè indifferenziate e quindi capaci di riprodurre una qualsiasi parte dell'organismo). Opportunatamente guidate in laboratorio nel processo di differenziazione, le cellule estratte vengono sollecitate a sviluppare un germe dentale da cui si potrà formare un dente. In genere dopo un paio di settimane, l'isolotto di cellule staminali differenziate è pronto per essere trapiantato nel paziente. Una serie di test permette in anticipo di rilevare il tipo di dente che faranno sviluppare. Quindi con una anestesia locale le cellule vengono depositate sotto gengiva a livello della cresta ossea. Dopo 2-3 mesi il nuovo dente, perfettamente impiantato nella base mascellare, comincia a crescere e spunta dalla gengiva, collegato ai nervi e vasi sanguigni grazie a dei fattori di crescita naturali.
L'esperimento è stato finora effettuato sulle cavie da laboratorio con ottimi risultati: "non c'è ragione per cui non dovrebbe funzionare con gli esseri umani, il principio è lo stesso", dice il prof. Sharpe. Il suo team medico ha costituito una società, chiamata Odontis, per perfezionare la procedura e renderla disponibile.

 

Bibite:liscia, gassata o... dannosa?

Le bibite dolci e gassate sono la causa principale dell'erosione dello smalto dentale tra gli adolescenti britannici, ma molti genitori non ne sono consapevoli. Ad affermarlo recentemente è stata un'équipe di ricercatori che, dalle pagine del British Dental Journal, ha deciso di mettere in guardia i genitori riguardo alla nocività delle sostanze acide contenute nelle bibite frizzanti. "Spesso i genitori pensano che l'unico problema delle bibite in commercio sia il contenuto in zuccheri e il relativo rischio di carie" afferma Peter Rock, ricercatore presso la Scuola di odontoiatria della Birmingham University, in Gran Bretagna. "In questo modo molte persone pensano di superare l'ostacolo acquistando e consumando bibite light, ovvero la versione dietetica con minore contenuto di zuccheri. Bisogna invece distinguere il rischio dello sviluppo carie da quello di erosione delle smalto, causato dalle bibite gassate e dunque anche dalle versioni dietetiche. Il nostro studio ha dimostrato che assumere più di una bibita dolce e gassata al giorno aumenta di fatto il rischio di erosione dello smalto dei teen-ager". Il messaggio dei ricercatori è infine rivolto agli adulti. " E' necessaria una campagna di prevenzione rivolta ai genitori, che ricordi loro che l'erosione dello smalto dentale indebolisce i denti" conclude Rock.